Recensioni

Il trittico. Il tabarro, Suor Angelica, Gianni Schicchi

Il Trittico. Il tabarro. Suor Angelica. Gianni Schicchi

di Giacomo Puccini

 

"Senza se e senza ma" è stato il successo che ha raccolto a Piacenza domenica 4 febbraio la replica del Trittico di Giacomo Puccini (Il tabarro, Suor Angelica, Gianni Schicchi) lnell'allestimento risalente al 2007, con regia di Cristina Pezzoli per i teatri del circuito dell'Emilia Romagna Modena Piacenza e Reggio Emilia......Ma se tutto questo ha avuto un suo ordine musicale, lo è stato soprattutto per merito del direttore d'orchestra Aldo Sisillo che ha gesttito con competenza e musicalità l'Orchestra regionale dell'Emilia Romagna, trovando tonalitaà musicali morbide, caratterizzando ogni atto con una propria personalità musicale senza mai soverchiare le voci in palcoscenico e facendo emergere alcune sonorità nascoste della scrrittura pucciniana come i richiami sommessi della vita reale dei tre quadri enucleando le sonorità più decadenti e "moderne" della partitura. Come si diceva, teatro esaurito, applausi per tutti e pubblico appagato dal punto di vista sia musical che visivo.
Federica Fanizza
www.sipario.it, 8 febbraio 2018

 

...Il direttore Aldo Sisillo ha manovrato impeccabilmente l'Orchestra regionale dell'Emilia Romagna, disciplinatissima ovunque e lodevole nei legni, trovando sonorità morbide e senza mai soverchiare le voci in palcoscenico...applauditi con calore da un teatro tutto esaurito...Al termini dei prolungati applausi il maestro Sisillo, anche direttore del teatro modenese, ha condotto in proscenio tecnici e maestri collaboratori per coronare un bel lavoro di squadra, da vedere e da sentire.
Alessandro Rigoni
GB Opera magazine, gennaio 2018
Modena, recita de 28 gennaio 2018

...I tre atti unici sono tenuti insieme, come fanno i solidi cardini di un trittico pittorico, dalla efficacissima lettura musicae di Aldo Sisillo che guida l'Orchestra regionale dell'Emilia Romagna. La tensione emotiva non viene mai meno, la musica sostiene il fraseggio degli interpreti e lo incalza con pedali ossessivi, lo anticia con suoni ficcanti, sottili ed ansiogeni degni di un perfetto thriller o, nel caso di Gianni Schicchi, di una cinica e serrata commedia noir....Grande successo e tanti applausi per tutti.
Patrizia Monteverdi
Operaclick, 6 febbraio 2018
Piacenza, recita del 2 febbraio 2018

 

Aldo Sisillo ha diretto con mano sicura le tre difficili partiture coi loro diversi colori, ottenendo una esecuzione precisa dall’orchestra.....poteva stupire il ritmo incalzante fin dall’inizio dello Schicchi, partitura della quale il direttore ha messo in bella evidenza i giochi orchestrali. Buona l’esecuzione del coro con un pregevole amalgama fra la sezione femminile e le suore comprimarie.
Ugo Bedeschi
Operaclick, gennaio 2018
Modena recita del 28 gennaio 2018

 

Fa questo effetto il Trittico ascoltato dal vivo al Teatro Municipale di Piacenza, seconda tappa del tour partito dal Comunale di Modena e che approderà al Valli di Reggio Emilia e al Comunale di Ferrara (tutti teatri che coproducono lo spettacolo realizzato con merito proprio per ricordare il centenario del capolavoro pucciniano). Un effetto che per un attimo fa vacillare la certezza della «potenza della lirica dove ogni dramma è un falso». Perché la lacrima, immancabile quando si ascoltano le pagine del compositore toscano, qui è qualcosa di più di una semplice commozione, si fa compassione per un dolore che vedi in scena e che riconosci simile a quello che bussa quotidianamente e in varie forme alla nostra porta. La musica si sporca le mani con la realtà nel Trittico che non offre solo tre variazioni sul tema della morte come si si dice spesso per riassumere in uno slogan le tre opere che Puccini ha pensato unitariamente,scene che compongono un disegno unitario tanto che se ascoltate fuori contesto, abbinate ad altri titoli, perdono ciascuna qualcosa. Offre una riflessione incarnata nel quotidiano sulla difficoltà (se non impossibilità) di essere felici. Lo canta Giorgetta nel Tabarro. Lo dice con il suo urlo disperato Suor Angelica. Lo fa intravedere nel Gianni Schicchi l’avidità dei parenti convinti che la felicità stia nell’avere e non nell’essere. Storie che la regista Cristina Pezzoli (nessuna ruga per l’allestimento datato 2008) ambienta tutte all’inizio del Novecento, negli anni che precedono la Prima guerra mondiale, gli stessi durante i quali Puccini scriveva. Unità temporale che aiuta la narrazione delle vicende raccontate dalla Pezzoli come in un reportage di cronaca, un racconto in presa diretta a volte duro altre tenero in presa diretta. E se nello Schicchi le atmosfere ricordano Tim Burton per la deformazione grottesca dei personaggi, in Tabarro e Suor Angelica nulla è simbolico, ma reale e verosimile. Come la musica, mai spinta all’eccesso (niente verismo né espressionismo) da Aldo Sisisllo preciso e mai retorico sul podio dell’Orchestra regionale dell’Emilia Romagna.....
Pierachille Delfini
Avvenire, 10 febbraio 2018